In conclusione, è opportuno descrivere come è organizzato attualmente il sistema scolastico italiano, che, possiamo ribadire, si basa sui princìpi di sussidiarietà e autonomia.
Per quanto riguarda il primo ciclo di istruzione, esso comprende 8 anni di frequenza obbligatoria, anticipati dai tre anni non obbligatori della scuola dell’infanzia (per gli alunni in età prescolare, da 3 a 6 anni) e seguiti dal secondo ciclo d’istruzione.
Il primo ciclo di istruzione si suddivide in scuola primaria, di 5 anni (alunni/e da 6 a 11 anni), e scuola secondaria di I grado, di 3 anni (alunni/e da 11 a 14 anni).
Lo Stato deve garantire a tutti i cittadini la possibilità di accedere alle istituzioni scolastiche e di tener fede all’obbligo di frequenza, rimuovendo ogni ostacolo economico e sociale. È, inoltre, dovere dei genitori provvedere al mantenimento dei figli e alla loro istruzione, in linea con le loro aspirazioni, perché possano realizzarsi in tutte le loro potenzialità individuali e raggiungere il successo formativo.
In accordo con la legge del 1977, gli alunni affetti da disabilità devono poter avere pari opportunità di frequentare la scuola, e devono essere affiancati da un insegnante di sostegno che operi integrazioni e interventi individualizzati, per guidare l’apprendimento dello studente disabile, e ha inoltre il dovere di collaborare con gli altri insegnanti per impostare un progetto di recupero, di collaborare con le famiglie e di collaborare con le strutture sanitarie del territorio.
Le istituzioni scolastiche devono stabilire un’offerta formativa completa ai fini di garantire la piena formazione dell’uomo e del cittadino in tutti i suoi aspetti, e di renderlo capace di esercitare autonomia di apprendimento nel corso di tutta la sua vita. Devono far riferimento alle Indicazioni Nazionali ed ai princìpi in essa definiti e garantire le basi agli studenti, per poter dar luogo ad una convivenza democratica e diventare cittadini non solo italiani, ma anche europei e del mondo.
