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L'importanza della NARRAZIONE secondo la pedagogia culturale di Bruner
Ho già scritto alcuni articoli per illustrare l'unità di apprendimento sulla narrazione di sé. In questo articolo vorrei approfondire l'argomento "narrazione", dal punto di vista della psicologia culturale di Jerome Bruner, uno dei più importanti e noti psicologi contemporanei. Bruner vede il processo narrativo come un vero e proprio meccanismo… -
Vecchi Giochi: Mosca Cieca
Ricollegandomi all'articolo sul libro "Homo Homini Ludus", vorrei provare a parlare di uno dei tanti giochi che non stancano mai e che hanno sempre un forte valore pedagogico: mosca cieca. Immagino che sia abbastanza conosciuto da tutti, e anche chi non ha mai giocato, sicuramente ne avrà sentito parlare almeno… -
La serietà del giocare: su "Homo Homini Ludus - fondamenti di Illudetica" di E. Euli, con riferimenti a "Lasciateli Giocare" di P. Gray
Con questo articolo, vorrei strutturare una relazione che contenga insieme un riassunto e una riflessione sugli argomenti trattati nel libro "Homo Homini Ludus" di Enrico Euli ( con qualche riferimento al libro "Lasciateli Giocare" di Peter Gray, che approfondirò in un altro articolo dedicato), in cui sono affrontati degli aspetti… -
Il bagno del passero
In questo articolo riporto dal libro “Leggere Poesia” la proposta 5 per la classe quarta che prende in esame la poesia "Il bagno del passero" di Umberto Saba. Poiché il passero è un animale generalmente conosciuto dai bambini, questa poesia rende possibile effettuare con loro degli approfondimenti scientifici e impostare… -
Sul metodo MusicArte di Maestro Daniele Pasini - Interdisciplinarietà e importanza delle discipline artistiche e musicali -
Questo è un articolo che ha aspettato del tempo prima di poter essere pubblicato. Volevo approfondire a dovere l'argomento perché mi sta particolarmente a cuore. Tuttavia, mi limiterò a scrivere con un carattere riflessivo, come introduzione ad un argomento che necessita molto più spazio per essere approfondito adeguatamente. Chi mi…
CONTROLOGY ~ Rilassamento e Dinamismo Respiratorio per un apprendimento consapevole, attento e sereno nella scuola primaria ~ (1)
CONTROLOGY è un progetto fondato sul rilassamento e sul dinamismo respiratorio, che si pone lo scopo di favorire un apprendimento consapevole, attento e sereno nella scuola primaria. Il nome che ho scelto per il progetto si ispira alla tecnica di allenamento ideata da Joseph. H. Pilates.
Alla base del progetto il "problema": una società frenetica basata sul controllo.
1- Il problema: Una società frenetica basata sul controllo
Scritto da BiancaI bambini nascono e sono subito catapultati ed immersi in una realtà frenetica (caratterizzante non solo il mondo della scuola, ma la nostra intera società), che ci chiama a una corsa costante in qualunque situazione della nostra vita; basata sulla fretta, sul superamento dei limiti, sulla competizione, sul raggiungimento degli obiettivi ritenuti fondamentali, e da poca considerazione per tutto ciò che, invece, appare secondario.
Si considera questo mondo insito di pericoli e di rischi e si cerca, per sé stessi e per i bambini prima di tutti, una sicura sicurezza, a discapito di una possibile e sempre eventuale felicità. In questo modo, e secondo una retorica del controllo delle emozioni, costringiamo i bambini:
- a vivere in funzione della loro vita adulta,
- a rinunciare al ludico dilettarsi,
- a sopprimere i propri sentimenti, siano essi di gioia o dolore,
- e ad assumere comportamenti disciplinati ed estremamente seri (per noi, non per loro),
creando in loro un senso di sofferenza e di soffocamento che impedisce lo sviluppo di un benessere interiore, di una serenità, che dovrebbe trovarsi alla base di qualunque successo, di qualunque apprendimento, di qualunque situazione della vita.
Entrando nella scuola primaria, tendiamo, senza la preoccupazione di procedere per gradi, a catapultarli in una realtà totalmente diversa, distante dal loro mondo dell’infanzia, e a costringerli alla staticità nonostante siano ancora bisognosi di movimento, cambiando totalmente il loro modo di essere nel mondo e di percepirlo.
Li obblighiamo a mantenere posizioni rigide dietro il proprio banco, in silenzio, sfogandosi attraverso il gioco libero (ma sempre controllato, gestito, supervisionato dall’adulto) per pochi minuti in 5 ore di lezione, se non di più.
Con l’introduzione di nuove discipline e di nuove regole per garantire la disciplina, si perdono molte consapevolezze e ci si dimentica dell’importanza e della centralità del proprio corpo.
Ci si concentra sui progressi cognitivi e direttamente collegati all'apprendimento, dimenticando che il benessere psico-fisico del bambino (e dell’insegnante), in realtà, è strettamente connesso ai successi conseguibili in ambito di prestazioni didattiche, e pertanto non secondario quanto piuttosto di importanza fondamentale.
Vogliamo che i bambini raggiungano determinati obiettivi ma, passando da un argomento all'altro in modo meccanico (per finire il programma), non concediamo loro di apprendere davvero, di assimilare, interiorizzare, fare realmente proprie le conoscenze e competenze acquisite. E gli apprendimenti stessi diventano meccanizzati (non interiorizzati, non consapevoli, non piacevolmente e volutamente conosciuti, non reperibili e utilizzabili in situazioni concrete).
Abbiamo bisogno di stimolare ragionamenti, riflessioni e discussioni sugli argomenti trattati, di creare collegamenti disciplinari e tra le discipline scolastiche e la vita di ogni giorno, sperimentando direttamente conoscenze o competenze apprese, attraverso esperienze ed esempi pratici.
Non c’è modo migliore, per imparare, della calma, della serenità, dell’equilibrio con sé stessi e con il proprio corpo, in quanto l’esperienza tattile costituisce la nostra principale esperienza mentale e la base della coscienza di noi stessi (interveniamo sul mondo toccando).
Proprio per la mancanza della stessa, molti bambini appaiono svogliati, scarsamente motivati, poco interessati agli argomenti trattati e, più in generale, al fatto stesso di conoscere; ma anche indisciplinati, irrequieti, desiderosi di muoversi.
Abbiamo bisogno di rallentare, di fermarci, di ritenere le pause e il tempo libero una priorità assoluta nella lotta contro questa società frenetica basata sul controllo, inserendoli, nel tempo didattico, non solo come concessione di breve durata, ma come parte integrante della didattica e necessità per qualunque sensato e vivibile apprendimento.
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