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Martedì, 28 Dicembre 2021 10:15

Sul metodo MusicArte di Maestro Daniele Pasini - Interdisciplinarietà e importanza delle discipline artistiche e musicali -

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Questo è un articolo che ha aspettato del tempo prima di poter essere pubblicato. Volevo approfondire a dovere l'argomento perché mi sta particolarmente a cuore. Tuttavia, mi limiterò a scrivere con un carattere riflessivo, come introduzione ad un argomento che necessita molto più spazio per essere approfondito adeguatamente. Chi mi conosce sa, e spero chi leggerà le mie parole all'interno di questo blog capirà, che io tengo particolarmente alla dimensione interdisciplinare della didattica.

Credo che non ci sia niente di più proficuo e motivante per i bambini della consapevolezza di non apprendere tante nozioni sparse ma piuttosto delle conoscenze che si completano e arricchiscono l'un l'altra.

Oggi, in particolar modo vorrei parlare del metodo MusicArte, del maestro Daniele Pasini (flautista, compositore e insegnante di scuola primaria) [link facebook, link telegram], sebbene non in forma di recensione ma piuttosto di riflessione sul metodo e sui temi da esso affrontati, che non mancano di suscitare argomentazioni stimolanti.

Scrive Francesco Paoli (professore di "Didattica della Matematica" presso l'Università degli Studi di Cagliari), nella prefazione al libro MusicArte: "Il percorso di educazione musicale che Daniele non si è limitato a progettare ma che sperimenta giorno per giorno nelle sue classi con esiti straordinariamente interessanti, coniuga spunti e suggestioni dove le barriere disciplinari tra musica, matematica e arti visive scompaiono come per magia: il disegno a mano libera, le stime, le approssimazioni, la valorizzazione degli aspetti geometrici della scrittura musicale. Ne esce una proposta in cui l'interdisciplinarietà non rimane solo proclamata, ma è agita nel concreto".

Come premessa, si può facilmente asserire che molto spesso nelle scuole le discipline artistiche e musicali sono considerate come discipline di secondaria importanza e per questo vengono affrontate con superficialità. Eppure, scrive Francesco Paoli, "sin dai tempi più antichi sono state costantemente sottolineate parentele e affinità tra matematica e musica. Quest'ultima disciplina affiancava l'aritmetica, la geometria e l'astronomia tra le "artes reales" del quadrivio [...]".

Non è frequente l'insegnamento del linguaggio musicale, ad esempio. 

Di solito, nella scuola primaria, la musica viene proposta in forma di canzoni e filastrocche, spesso come mediazione di contenuti didattici relativi ad altre discipline (es. la canzone delle tabelline, la canzone dei colori in inglese, ecc). Non si pensa, invece, ad insegnare il linguaggio musicale, che è propriamente una lingua e come tale può essere appresa e interiorizzata. L'alfabetizzazione musicale dovrebbe essere impartita dai primi anni della scuola primaria, in quanto basilare per la formazione delle conoscenze utili a maturare un buon apprezzamento musicale. L'ascolto si presta come strumento di introduzione al linguaggio musicale, ma D. Pasini ci invita a riflettere anche su questo: "far ascoltare la musica come forma di alfabetizzazione e introduzione al linguaggio musicale" equivale ad "insegnare italiano ai bambini leggendo libri senza mai insegnare loro a leggere autonomamente".

Dunque, è vero che l'ascolto è utile ma ci sono anche tante altre risorse che andrebbero sfruttate e che spesso purtroppo vengono sottovalutate e trascurate. Molto spesso i bambini imparano a leggere la musica direttamente alle medie, mentre alla scuola primaria non sanno riconoscere le note sul pentagramma e il loro valore, non sanno cosa sia una battuta e magari non conoscono la differenza tra chiave di violino e chiave di basso. La musica è una Lingua e non si può parlare di alfabetizzazione musicale se non la sappiamo leggere e non ne conosciamo la struttura. Studiamo l'alfabeto che ci consente di leggere e scrivere nella nostra lingua madre, allo stesso modo l'alfabeto musicale esiste e andrebbe appreso. Scrive il M° Giovanni Pasini (direttore d'orchestra e violista solista), nella prefazione del libro MusicArte: "Mi viene da pensare anche a una frase del celebre pedagogo musicale Shinichi Suzuki: "tutti i bambini parlano giapponese!". Naturalmente si riferiva ai bambini giapponesi, ma il senso sta nel fatto che - sebbene per noi occidentali una lingua come il giapponese o cinese possa apparire particolarmente complessa - il bambino che vive a contatto con esse non ha nessun pregiudizio a riguardo e le assimila come se fosse la cosa più normale del mondo. Suzuki voleva così dimostrare che ogni bambino ha del talento musicale, basta che sia esposto a questo linguaggio in età precoce e nello stesso modo in cui è esposto alla lingua parlata”. Non si tratta di un apprendimento tanto complicato e insegnarlo già alla scuola primaria rappresenta un'ottima risorsa per i bambini che avranno le basi per ascoltare musica, per leggere musica, per scrivere musica e per fare musica. E sicuramente questo insegnamento sarà ricco di stimoli e di soddisfazioni. Essere in grado di stabilire una relazione tra spartito e pianoforte, ad esempio, è già una motivazione enorme. Vedere che cosa si produce dalla lettura di quei simboli e che ad ognuno di essi corrisponde un suono è una sorpresa, una scoperta. La musica non rimane qualcosa di straordinario, di complicato, qualcosa da ascoltare ma "che fanno gli altri". La musica diventa piuttosto qualcosa di accessibile, qualcosa che io posso anche creare se la conosco.

Maestro Daniele Pasini ci propone un percorso studiato approfonditamente nel corso della sua esperienza, continuamente messo alla prova e in evoluzione. Ma soprattutto ci mostra come la musica non sia solo una materia isolata, ma una disciplina che comunica con tutte le altre. In particolar modo Pasini indaga le relazioni che essa ha con la matematica, la geometria, l'arte e il disegno, nonché con la disciplina sportiva. Lo spartito stesso è considerato come un disegno geometrico in cui tutte le parti che lo compongono sono in perfetta armonia le une con le altre.

Il lavoro di trascrizione è importante non solo in ambito musicale ma anche per educare all'ordine, al linguaggio matematico, alla logica, alla concentrazione e alla pazienza! Importante è il disegno a mano libera e tutti i benefici che ne conseguono. Scrive, ancora, Enrico Deiana (Artista sardo Laureato all'Accademia di Belle Arti di Firenze in "Pittura e Arti Visive"): "Esistono interessanti connessioni e similitudini tra musica, disegno e matematica, come la geometria ad occhio che Daniele utilizza per la trascrizione a mano libera degli spartiti e che contemporaneamente potenzia le capacità disegnative, in quanto si impara a prendere le proporzioni di ciò che si percepisce, oltre a imparare il ritmo visivo che si tramuta in ritmo musicale. Saper prendere le proporzioni senza l'utilizzo di quadrettature o sistemi di ricalco è la base dell'apprendimento delle tecniche figurative, permette di allenare l'occhio alla vita reale e alle problematiche della creazione di opere d'arte.

La copiatura è fondamentale per comprendere un'arte o una tecnica. Essere in grado di riprodurre fedelmente ciò che ci si è prefissati di realizzare è fondamentale per ottenere un perfetto controllo della propria manualità e sviluppare al massimo la propria capacità tecnica. [...] abituarsi a situazioni difficili è il modo migliore per affrontare le situazioni quotidiane che la Vita non manca di presentarci ogni giorno", "Daniele cerca, perciò, di risvegliare gli animi dei propri studenti rendendo l'apprendimento della musica come un gioco, una sfida continua che progredisce di difficoltà ad ogni passo, in modo che essi possano accedere all'universo dell'arte tramite semplici giochi che in realtà sono ponti verso l'educazione musicale".

Personalmente considero che attraverso l'approccio didattico di Maestro Daniele Pasini, si possa lavorare su una molteplicità di aspetti della disciplina musicale e artistica ma al contempo su tanti aspetti delle altre discipline e della persona in sé. Aspetti importanti come ordine, concentrazione e pazienza, ad esempio, andrebbero sviluppati a prescindere dalla disciplina in questione per poter fruire nel modo migliore di qualsiasi contenuto. E probabilmente, e paradossalmente agli occhi di tanti, attraverso la musica si può lavorare su questi aspetti tanto importanti per l'apprendimento di qualunque disciplina logica o di studio, più che con qualunque altra attività didattica. Spesso si tende a scollegare le varie discipline, a concentrarsi sui contenuti e poco sulla piacevolezza degli apprendimenti, sulla soddisfazione che consegue alla messa in pratica delle conoscenze acquisite e della consapevolezza che scaturisce dalla scoperta delle relazioni tra conoscenze e competenze apprese in una disciplina e in un'altra.

Io ricordo sempre quanto mi abbia avvantaggiata nell'apprendere, per fare un esempio, l'argomento delle frazioni alla scuola primaria, aver studiato dall'età di sette anni alla scuola civica di musica. Conoscevo da quell'età il linguaggio musicale, avevo già avuto a che fare con i valori delle note e i tempi che regolano un brano musicale. Grazie alla musica io avevo già interiorizzato il significato stesso di frazione, e non mi è stato affatto difficile studiarlo in matematica.

Questo è un semplice esempio per far capire quanto sia realmente importante e utile la musica e quanto si possano aprire i suoi orizzonti.

E da questo punto di vista, mi chiedo perchè se nelle scuole di musica i bambini possono apprendere il linguaggio musicale già in età precoce, a scuola tale aspetto non sia a volte neanche contemplato perchè probabilmente considerato troppo complesso.

Un altro aspetto che Maestro Daniele illustra in relazione al collegamento tra arte e musica, è la "forte analogia tra l'uso del pennino e la performance musicale. In entrambi i casi si lavora sull'accettazione dell'errore: con il pennino non si può cancellare e, nella performance musicale, non si può tornare indietro ad aggiustare un errore". Ritengo questa considerazione estremamente importante, in quanto non si tratta solo di musica o di arte ma di un lavoro molto più profondo che serve non solo in ambito scolastico ma in qualunque situazione della vita quotidiana che i bambini si trovano e si troveranno in condizione di affrontare. Una cosa che non sopporto è vedere i bambini usare matita e gomma o penna cancellabile. Perché si inizia così e poi si passa alla penna non cancellabile? Prima si deve essere ordinati e dopo non conta più? O l’ordine diventa un’ossessione tale da dover strappare la pagina ad ogni errore perchè non accettato? I bambini perdono anche interesse a scrivere bene una volta che si passa da uno strumento all'altro. Ma cosa ancora peggiore, non sono in grado di accettare l'errore, che da sempre è visto come qualcosa da cancellare. Che ne è stato di "sbagliando si impara"? Con un errore si riflette e vedere un segno rosso, una barra, qualunque segno faccia capire che quello è un errore e affianco ad esso la correzione, rende i bambini consapevoli di quello sbaglio e li aiuta a tenerlo impresso. Vedere le correzioni aiuta i bambini a concentrarsi e a sbagliare di meno per evitare il disordine e per migliorarsi. Vedere il miglioramento, i propri progressi, dà loro una motivazione in più, una grande soddisfazione nel constatare quanto cambia la quantità di segni di correzione dall'inizio del quaderno a ora. E quando sbagliano e sbaglieranno sapranno come reagire, come andare avanti, come fare di quell'errore un'opportunità.

È vero, non tutti i docenti hanno una preparazione tale da poter impartire lezioni di musica. Oramai però, per insegnare bisogna laurearsi in Scienze della Formazione Primaria, e chiunque, pur non avendo mai studiato musica in tutta la sua vita, ha l'opportunità e l'obbligo di sostenere l'esame di Fondamenti e Didattica della Musica. Per cui, sento di poter asserire che ora le conoscenze, le basi per lo meno, ci siano. E in letteratura ci sono numerose risorse da utilizzare a tal proposito. Diversi autori si sono occupati dell'argomento. Tra queste, ancora, sento di dover citare Daniele Pasini, che ha svolto un lavoro completo e originale, elaborando un metodo innovativo per l'insegnamento di queste discipline tanto sottovalutate quanto intrinsecamente ricche di importanza.

Pasini ha scritto più di un libro per parlare del suo Metodo MusicArte, per spiegare i collegamenti tra le discipline che affronta e per poterlo rendere accessibile a tutti, insegnanti, genitori e studenti, grazie alla sua Guida e al suo Eserciziario. Il linguaggio con cui si esprime è scorrevole e si presta ad una piacevole e istruttiva lettura da parte di chiunque abbia o non abbia mai studiato musica. 

Apprezzo inoltre il fatto che il suo metodo sia costantemente messo alla prova nelle sue classi e che nelle revisioni dei suoi libri lui lo metta in discussione aggiornandolo e migliorandolo, con lo spirito che dovrebbe caratterizzare ogni pedagogista, insegnante e figura educativa. Al contrario di tanti, che invece cadono nell'errore di mantenere sempre la stessa idea di partenza senza revisionarla, adattarla alla situazione e metterla in discussione qualora non si riveli efficace. 

È inoltre ammirevole la passione con cui Daniele Pasini parla del suo metodo, mostrando quanto sia importante che questi aspetti siano effettivamente interiorizzati da chi si occupa della formazione dei bambini.

Non desidero entrare eccessivamente nel dettaglio teorico. Questo articolo, come sopracitato, voleva essere piuttosto una riflessione. Sono partita dal Metodo di Daniele Pasini ma ho voluto divagare come la mia mente mi imponeva nei ragionamenti e nei rimandi mnemonici della mia esperienza. Non intendo dunque inserire questo articolo nella sezione delle recensioni, quanto piuttosto nella sezione degli articoli teorici, sebbene io non sia proprio convinta della categoria precisa all'interno della quale inserirlo, in quanto contiene un pò di entrambi. Non mi sento però di inserirla nelle recensioni in quanto attendo di inserire in tale sezione un articolo che scriverò in seguito alla lettura approfondita dell'ultimo libro pubblicato all'inizio di dicembre da Maestro Daniele Pasini, in cui esplicita il suo metodo dopo una profonda revisione del primo libro. Sottolineo, inoltre, la splendida iniziativa di Maestro Daniele Pasini, di devolvere una parte degli incassi di questo libro ai progetti dell'associazione Operazione Africa, e di aver più in generale scelto di abbinare ad ognuno dei suoi libri un'assocciazione (specificate nei link dei libri che riporto qui sotto).

Allego il link Amazon dei libri, ordinabili anche nelle librerie, con la speranza di aver stimolato la curiosità dei lettori in relazione ai temi trattati e al metodo MusicArte. Anche in quest'ottica, questo articolo vuole essere un invito alla lettura dei libri e funge da introduzione al metodo, non da riassunto. Ho per questo ripreso particolarmente le prefazioni, nel tentativo di indurre ad uno studio approfondito, piuttosto che ad una semplice lettura di un riassunto, che non sarebbe in grado di restituire adeguate conoscenze e ridurrebbe la fruibilità e la piacevolezza della lettura dei libri scritti dall'Autore e Ideatore del Metodo, frutto di sperimentazione e anni di lavoro che merita attenzione e interiorizzazione.

1) "MusicArte - Musica Arte Immagine nella scuola primaria" (una panoramica sulle sperimentazioni dei primi due anni, in cui emerge una visione globale del collegamento tra musica, disegno, matematica e geometria), come detto, questo libro è abbinato all'associazione Operazione Africa, scelta in relazione al fatto che nel libro parla di come allenare la genialità con poco materiale; 

2) "Eye training & Ear training: Tabelle di allenamento" [sviluppa la relazione profonda tra memorizzazione di suoni (ear training) e memorizzazione di lunghezze (eye training), mostrando come una visione sportiva possa aiutare nell'interiorizzazione di alcuni aspetti comuni tra musica e disegno. Sono inoltre presenti altri aspetti teorici a completamento del primo libro, su toni, semitoni, intervalli (maggiori e minori), bicordi, accordi, rivolti e circolo delle quinte ascendenti e discendenti], dedicato alla Turris Eburnea, che è un'associazione che si occupa di evangelizzare attraverso sfilate di moda; 

3) "Pianeta MusicArte: Guida per insegnanti, famiglie e studenti" (la Guida include anche una proposta di Programmazione) [uno strumento che aiuta a calare nella didattica di tutti i giorni quanto detto nei libri precedenti. È completo di una proposta di Programmazione, dalla prima alla quinta primaria], allegato alla Comunità Mariana Oasi della Pace, in quanto rappresentante dell'importante legame di Pasini con Medjugorje, che ha contribuito alla sua formazione umana e che ha ispirato il suo primo CD; 

4) "Eserciziario di musica per gli alunni della scuola primaria” (il libro per gli alunni, concepito per essere usato dalla classe seconda alla classe quinta), questo abbinato all'associazione Meter ONLUS, che si occupa del contrasto alla pedopornografia in rete.

Ogni libro mantiene una sua peculiarità specifica e alcuni argomenti vengono ripetuti per permettere al lettore di interiorizzare determinate regole.

Allego inoltre il link di un’intervista in cui Maestro Daniele Pasini parla del suo metodo e dei suoi libri. (minuto 9 circa).

Nelle immagini allego, infine, la locandina dei corsi online organizzati da M° Daniele Pasini sul Metodo MusicArte.

Concludo con un altro estratto tratto dalla prefazione di Giovanni Pasini: “Il ruolo della scuola è quello di fornire strumenti per “capire” e “sentire” il fenomeno artistico dal più semplice al più complesso, dopodichè sta all’individuo fruirne secondo i propri gusti e preferenze. [...] Il metodo qui illustrato [...] espone i bambini ignari e lontani da qualsiasi pregiudizio allo studio degli spartiti musicali didattici di Bartok e Bach e li rende familiari con le strutture sia musicali sia visive delle opere musicali.tre l’orecchio ascolta la mano disegna e i due mondi apparentemente lontani paiono un tutt'uno nella mente del bambino. [...] Le arti e la creatività sono intimamente legate alla qualità della vita di una società. I bambini ne sono i primi portatori “liberi” [...]”. Essi diventeranno forse degli artisti, o saranno di altri spettatori e fruitori, nella speranza che in età adulta possano creare “un circolo virtuoso dove gli artisti saranno stimolati da un pubblico capace di confrontarsi con gradi di complessità diversi per un accesso alle Arti liberi da pregiudizi”.

Letto 1692 volte Ultima modifica il Sabato, 21 Ottobre 2023 07:28

2 commenti

  • Link al commento Elisa Uras Martedì, 04 Gennaio 2022 12:00 inviato da Elisa Uras

    Trovo questo articolo particolarmente interessante, in quanto conferisce alla musica il giusto spazio all'interno della scuola Primaria. Spesso questa disciplina viene sminuita dagli stessi insegnanti, i quali la considerano come semplice occasione di svago per i più piccoli, il che non è del tutto sbagliato, in quanto la musica è indubbiamente occasione di gioco e divertimento, ma come sottolinea la stessa Bianca, può essere anche un tramite per l'apprendimento di altre discipline, quali la matematica, l'arte, l'italiano e tanto altro ancora.
    I libri da te citati sono sicuramente fonte di riflessione sull'argomento e ti ringrazio per averli consigliati a noi futuri insegnanti.

  • Link al commento Daniele Pasini Martedì, 28 Dicembre 2021 21:46 inviato da Daniele Pasini

    Grazie mille, Bianca‼️

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