Veronica Ujcich, Carocci Faber (2011 – 2015), ISBN 978-88-7466-328-6
In sole 125 pagine e con un linguaggio semplice e scorrevole, questo libro si rivolge agli insegnanti proponendo un percorso didattico innovativo attraverso il quale far conoscere ai bambini l’uso del verbo nell’italiano.
La novità consiste in uno stravolgimento del metodo d’insegnamento classico della grammatica, attraverso il quale si è soliti far approcciare i bambini ad uno studio esclusivamente mnemonico del verbo, utilizzando come forma di esercitazione e di verifica l’esposizione orale o scritta dei diversi tempi verbali e l’analisi di verbi isolati dal loro contesto.
Con il metodo proposto da Veronica Ujcich, al contrario, si utilizza un approccio molto più riflessivo, che permette agli alunni di osservare il verbo all’interno di un determinato contesto al fine di comprendere come utilizzare in modo corretto queste forme grammaticali nell’italiano parlato e scritto.
A tal proposito l’insegnamento ha origine proprio dalla grammatica implicita presente negli alunni, che in un primo momento l’insegnante dovrà osservare attraverso le loro esposizioni orali e scritte, da cui in seguito farà partire delle attività di riflessione sul modo in cui essi usano la lingua.
Successivamente si procederà con la lettura di testi prodotti da altri, per scoprire attraverso un confronto collettivo quali sono le caratteristiche e gli usi dei tempi verbali.
Al termine di questo lavoro si potrà ritornare alla revisione dei testi scritti dagli alunni, per comprendere come poterli rendere migliori e quindi cosa correggere per rendere più efficaci i loro usi linguistici.
Un consiglio importante consiste nell’utilizzo del linguaggio dei bambini nella spiegazione, lasciando che siano loro a etichettare in modo più trasparente le regole e le scoperte grammaticali durante le attività, per rendere l’apprendimento più intuitivo, comprensibile ed efficace, e in modo anche da rendere l’insegnante consapevole dello sviluppo cognitivo degli studenti.
“L’idea è quella di considerare la lingua prodotta dai nostri studenti come una varietà linguistica in evoluzione, ma con caratteristiche proprie: un <Italiano dell’Apprendimento>”
Solo successivamente e nei limiti del necessario, potrà essere introdotto un lessico più specialistico.
Considerando che viene richiesta una continua partecipazione riflessiva da parte degli studenti sulla base della loro esperienza in quanto parlanti nativi, è prerequisito necessario per poter mettere in pratica questa proposta didattica, che nella classe il maggior numero di studenti sia madrelingua.
Nel caso in cui si debba lavorare con alunni con italiano L2, bisognerà provvedere utilizzando altri metodi, come ad esempio quello del confronto con l’utilizzo del verbo nella propria Lingua e l’utilizzo del verbo nella Lingua Italiana.
Per facilitare l’apprendimento attraverso l’utilizzo di questo metodo, è necessario inoltre che i bambini siano già abituati a osservare gli aspetti linguistici nei loro contesti d’uso e a raggruppare per famiglie le parole in base al loro uso e alle loro caratteristiche (come ad esempio: nomi, articoli, aggettivi, ecc.).
Certamente è da evitare un coinvolgimento degli alunni in un solo tipo di attività. È infatti utile e doveroso proporre un’integrazione del percorso con altre attività di didattica della lingua, come l’ascolto, la lettura, la scrittura e la recitazione.
Più volte ripresi nel testo sono i libri “Grammatica della fantasia” di Rodari (a cui allude il titolo del volume), e “La grammatica è una canzone dolce” di Orsenna.
