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Sabato, 28 Marzo 2020 18:45

Evoluzione della scuola italiana 1

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La scuola è un luogo di educazione e di formazione integrale della persona, nonché una comunità di dialogo, di ricerca e di esperienza sociale. Compito della scuola è, garantire la crescita della persona in tutte le sue dimensioni, guidando lo sviluppo di tutte le potenzialità individuali, al fine di raggiungere il successo formativo. La scuola deve, inoltre, tener conto dell'ambiente civile e sociale in cui agisce con lo scopo di vivere e realizzare una convivenza democratica e pacifica, come sancito dagli articoli 2 e 3 della Costituzione Italiana. Secondo tali articoli, è compito della Repubblica rimuovere tutto ciò che a livello economico e sociale ostacola lo sviluppo integrale della persona umana, che ha il dovere e il diritto alla partecipazione attiva nelle formazioni sociali in cui si sviluppa la personalità del cittadino, adempiendo ai doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale.

 

L'evoluzione della scuola italiana ha una storia secolare, che possiamo far partire già ai tempi del Medioevo, quando l'istruzione non era obbligatoria ed era sotto la giurisdizione ecclesiastica, che si era imposta in seguito alla fine dell'Impero Romano e con esso delle istituzioni scolastiche pubbliche.

In questo periodo, le scuole parrocchiali erano le uniche accessibili a tutti senza distinzioni di alcun genere, ma garantivano solo un'alfabetizzazione di base, e, pur potendo, molte famiglie non mandavano i figli a scuola perché essenziali nei lavori di sostentamento.

Nel XII secolo iniziarono a svilupparsi anche scuole laiche che alla fine del Duecento avevano preso il sopravvento su quelle religiose. Queste ultime rimasero importanti solo per la preparazione del clero e iniziarono a riacquistare importanza verso la fine del Quattrocento, quando, insegnando il catechismo la domenica o nei giorni festivi, provvedevano anche a un'alfabetizzazione di base, insegnando a leggere e a scrivere.

Nel 1788 padre Francesco Soave, istituì a Milano la prima "scuola di metodo" pubblica per la preparazione dei maestri, ispirandosi alla riforma scolastica Europea di Maria Teresa d'Austria.

Con la rivoluzione francese viene stravolta la visione della scuola secondo il principio dell'uguaglianza di opportunità, e in particolare dell'istruzione primaria, che deve essere obbligatoria, pubblica e gratuita. Ad essa devono poter accedere tutti i cittadini, senza una divisione classista in base al genere o al ceto sociale. La scuola rimane laica e deve poter trasmettere capacità, contenuti e metodo, oltre che una formazione civile. Nel Regno d'Italia si iniziò a cercare di prendere spunto dal modello scolastico francese e nel 1819, con Gioacchino Murat, venne stabilita l'obbligatorietà della scuola primaria, che avvicinò molti più cittadini alle istituzioni scolastiche.

Nella prima metà dell'Ottocento, con la Restaurazione, non vengono messe in atto particolari riforme. Ricordiamo la libera scuola laica e classicista istituita da Basilio Puoti nel suo palazzo per educare le giovani menti del regno, e il movimento degli asili infantili promosso da Ferrante Aporti nel Regno Lombardo - Veneto.

Letto 890 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Aprile 2020 13:40

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