tenda

  • La Narrazione di sé nella 4° CLASSE.
    La Narrazione di sé nella 4° CLASSE. In quarta ha inizio anche la scrittura della lettera.   Tutto questo lavoro che si è svolto dalla prima alla quarta costituisce la base dell'Unità didattica a cui ci si dedicherà nella classe quinta, ossia la vita raccontata sotto forma di autobiografia. LETTERA Il diario Lo scriviamo solo per noi.…
  • Le Carte Inventafavole
    Le Carte Inventafavole Ho già accennato all'importanza che assumono le favole nel percorso formativo ed educativo del bambino. Sappiamo che possono essere utilizzate per accompagnare lo studio della matematica, e presto vedremo anche come sfruttarne alcune per iniziare a far approcciare i bambini allo studio dei verbi in grammatica (approfondiremo a tal proposito…
  • Breve riflessione
    Oggi mi è capitato di leggere un post in cui si parlava di quanto accaduto nel 2021, quando un padre si è tolto la vita dopo averla tolta a suo figlio di due anni perché non sapeva che fututo avrebbe potuto avere, vista la recente, e non completamente certa per…
  • LA NARRAZIONE DI SÉ nella scuola primaria.
    LA NARRAZIONE DI SÉ nella scuola primaria. In questo articolo introdurremmo l’UDA della Narrazione di sé, specificando i motivi per cui è importante proporla nella scuola primaria, quali sono i suoi obiettivi e come viene affrontata in tutte le classi già dai primi giorni di scuola. Quest’unità didattica rappresenta il culmine di un percorso iniziato nella scuola…
  • “I mercoledì della lettura. Daniela Lucangeli.”
    “I mercoledì della lettura. Daniela Lucangeli.” Vorrei iniziare questo articolo dalla B di BAMBINI, il punto di partenza e l’orizzonte del mio percorso, che mi permetterà di diventare per loro un’accompagnatrice nel periodo più enigmatico della loro vita. Ritengo che il lavoro per cui mi sto preparando sia una vera sfida, perché è davvero difficile capire…
Sabato, 28 Marzo 2020 18:51

Evoluzione della scuola italiana 2

Scritto da
Vota questo articolo
(1 Vota)

Abbiamo parlato brevemente nel precedente articolo dell'evoluzione della scuola Italiana dal Medioevo sino alla prima metà del 1800.

Molto più significativa delle precedenti fu la legge Casati, emanata il 13 novembre 1859. A essa si fa infatti risalire l’atto di nascita della legislazione scolastica italiana e della nostra scuola. Inizialmente, viene promulgata nel Regno di Sardegna, dopo l’unificazione d’Italia, fu estesa a tutto il Regno. Essa affronta per la prima volta il grave problema dell’analfabetismo dominante in tutta Italia, in cui il 78% della popolazione era analfabeta. Si prefiggeva di assicurare a tutti i cittadini italiani un'istruzione di base per poter "leggere, scrivere e far di conto". Inizia infatti ad introdurre il principio dell’obbligatorietà e della gratuità dell’istruzione, almeno elementare, per garantire almeno un’alfabetizzazione di base. Tuttavia, lo scopo della legge Casati non si realizza, principalmente a causa dell’utilizzo dei giovani nel lavoro dei campi e delle miniere.

Il 15 luglio 1877 viene emanata la legge Coppino, con cui fu innalzato l’obbligo scolastico elementare fino all’età di nove anni e vengono imposte sanzioni ai genitori contro gli inadempimenti.

Lo Stato cerca di sostenere economicamente i comuni per garantire l’istituzione di scuole pubbliche, ma spesso i fondi elargiti non sono sufficienti. Così, si inizia progressivamente a diffondere la convinzione che sia lo Stato a dover provvedere all’istruzione e alla formazione dei cittadini. Con la legge Orlando (1904) viene inoltre stabilita l’equalizzazione della retribuzione degli insegnanti della scuola elementare, che prima cambiava in relazione a fattori discriminanti come la differenza del sesso e del luogo dell’insegnamento (periferia, campagna, città).

Con la legge Credaro del 1911 comincia a concretizzarsi il passaggio della gestione dell’istruzione e della formazione dei futuri cittadini dai Comuni allo Stato: in particolare, le scuole dei capoluoghi di Provincia restano affidate alla gestione dei Comuni; le scuole degli altri Comuni passano invece alle dipendenze dei Provveditorati agli studi e dunque anche lo stipendio dei maestri elementari viene portato a carico dello Stato. Tuttavia il sopraggiungere della Prima Guerra Mondiale rese difficile l’attuazione di questa legge.

Durante il primo governo di Mussolini, Ministro della Pubblica Istruzione è il filosofo neoidealista Giovanni Gentile, il cui pensiero è che nella scuola lo Stato realizza sé stesso e di conseguenza esso insegna e deve insegnare, mantenendo e favorendo le scuole.

Con la Riforma Gentile (1923):

  • viene esteso l’obbligo scolastico fino al 14° anno di età
  • vengono istituite scuole speciali per handicappati sensoriali della vista e dell’udito,
  • viene stabilito l’insegnamento obbligatorio della religione cattolica (a meno che non venga presentata la richiesta di esonero),
  • sono istituiti rigidi controlli per l’inadempienza dell’obbligo scolastico,
  • e viene creato l’istituto magistrale per la preparazione dei maestri elementari.

Il ventennio fascista si mantiene nella sostanza aderente ai principi della riforma Gentile. I programmi delle elementari rimangono perlopiù invariati, viene fatta solo qualche lieve modifica, come ad esempio l’inserimento dell’insiemistica nello studio della matematica.

 

Letto 957 volte Ultima modifica il Venerdì, 24 Aprile 2020 13:43

Lascia un commento

Assicurati di aver digitato tutte le informazioni richieste, evidenziate da un asterisco (*). Non è consentito codice HTML.

Questo blog non rappresenta una testata giornalistica in quanto viene aggiornato senza alcuna periodicità . Non può pertanto considerarsi un prodotto editoriale ai sensi della legge n° 62 del 7.03.2001. Le informazioni contenute in questo blog, pur fornite in buona fede e ritenute accurate, potrebbero contenere inesattezze o essere viziate da errori tipografici. Gli autori di www.selador.it si riservano pertanto il diritto di modificare, aggiornare o cancellare i contenuti del blog senza preavviso. Gli autori non sono responsabili per quanto pubblicato dai lettori nei commenti ad ogni post. Verranno cancellati i commenti ritenuti offensivi o lesivi dell’immagine o dell’onorabilità di terzi, di genere spam, razzisti o che contengano dati personali non conformi al rispetto delle norme sulla Privacy e, in ogni caso, ritenuti inadatti ad insindacabile giudizio degli autori stessi. Alcuni testi o immagini inserite in questo blog sono tratte da internet e, pertanto, considerate di pubblico dominio; qualora la loro pubblicazione violasse eventuali diritti d’autore, vogliate comunicarlo via e-mail. Saranno immediatamente rimossi. Gli autori del blog non sono responsabili dei siti collegati tramite link né del loro contenuto che può essere soggetto a variazioni nel tempo. Ogni lettore è tenuto a verificare periodicamente queste condizioni per accertarsi di eventuali modifiche intervenute successivamente all’ultima consultazione del sito. In ogni caso l’utilizzo del sito e dei suoi servizi comporta l’accettazione dei cambiamenti nel frattempo intervenuti. In questa pagina vengono descritte le modalità di gestione di www.selador.it in riferimento al Trattamento dei Dati Personali degli Utenti che lo consultano. Tale Informativa è resa ai sensi dell’Art.13 del d.lg. n. 196/2003 – Codice in materia di protezione dei Dati Personali – a tutti coloro che interagiscono con i Servizi Web di www.selador.it, a partire dall’indirizzo www.selador.it che corrisponde alla pagina iniziale del Sito Web. www.selador.it utilizza Cookie Tecnici dettagliati nella pagina di disclaimer. Proseguendo nella navigazione, utilizzando la barra di scorrimento o cliccando su qualsiasi parte di questo sito, stai accettando questa Informativa e i Termini di Utilizzo del portale www.selador.it.